martedì, 30 giugno 2009


Grazie alla determinazione dei cittadini, il Ministero dell’Ambiente impone all’ENEL il rinnovo dell’AIA della centrale a carbone di TVN che stà funzionando a pieno regime in assenza di autorizzazione. Si ripristini la legalità,la centrale va fermata!

 

A seguito della diffida circa la non validità della registrazione EMAS da noi presentata nell’ultima Conferenza dei Servizi svoltasi presso il Ministero dell’ambiente e grazie  all’impegno della Procura della Repubblica che ha riconosciuto valide le argomentazioni da noi addotte,avviando un inchiesta,il Comitato Ecolabel Ecoaudit ha sospeso la certificazione EMAS della centrale di Torrevaldaliga Nord e, conseguentemente, il Ministero dell’Ambiente è stato costretto a sancire la necessità del rinnovo dell’autorizzazione.

Un fatto che rende giustizia alle nostre reiterate denunce di carenze e lacunosità nell’iter autorizzativo e che è stato reso possibile da cittadini e consiglieri comunali (molto pochi in verità) che si sono trasformati in tecnici per tutelare la salute e l’ambiente della propria terra e colmare la latitanza dei Sindaci del comprensorio, primo fra tutti Moscherini, che, proni davanti ai milioni di euro elargiti da ENEL, hanno abdicato al loro ruolo di garanti della salute dei cittadini.

La richiesta di rinnovo dell’autorizzazione, peraltro, evidenzia come l’accordo quadro stipulato tra la  Regione Lazio, la provincia di Roma e i Comuni del comprensorio, propedeutico alla concessione dei contributi economici aveva la sua ragione di essere nella sola volontà di imbavagliare gli amministratori locali sulle gravi carenze della Valutazione d’impatto ambientale e dell’iter amministrativo della centrale, sulle grave situazione di sofferenza sanitaria delle popolazioni, sulle indecenti condizioni di mancanza di sicurezza sul cantiere e sulla non rispondenza delle modalità di carico e scarico dei materiali pulverulenti rispetto a quanto previsto nell’atto autorizzativo.

Ma la sospensione della certificazione EMAS, e la conseguente presa d’atto della necessità di rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale sancisce anche, e soprattutto, quanto da noi più volte denunciato: dal 25 dicembre u.s la centrale sta funzionando, peraltro dal 7 giugno u.s. a pieno regime, in assenza di autorizzazione.

Ora la legalità deve essere ripristinata e il Ministero dell’Ambiente, autorità competente in materia, deve agire di conseguenza e, anche in virtù delle tante anomalie che emergono dai relativi carteggi, sospendere l’attività della centrale fino all’avvenuto rinnovo dell’Autorizzazione all’esercizio della centrale.

Le popolazioni dell’Alto Lazio continueranno a vigilare attentamente, pronte a denunciare ogni irregolarità e/o omissione sarà posta in essere sia da ENEL che da quanti sono istituzionalmente deputati al controllo.

L’arroganza di ENEL che ha definito il provvedimento del Ministero “illegittimo e gravemente lesivo degli interessi di ENEL produzione” non ci fermerà.

Ad oggi i fatti parlano chiaro: di illegittimo ci sono solo i tanti tentativi dell’ente energetico di aggirare norme, prescrizioni e limiti autorizzativi; gli unici interessi lesi sono quelli della popolazione privata del diritto di vivere in un ambiente che non venga ulteriormente avvelenato dalla combustione del carbone.

Quella centrale non deve entrare in funzione: sappia ENEL che su questo, in nome del futuro dei propri figli, le popolazioni dell’Alto Lazio non daranno tregua.

 

 

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martedì, 30 giugno 2009
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NUCLEARE, IL DIBATTITO SU www.unonotizie.it  l'ex Ministro Gianni Mattioli risponde all'ex Presidente Enel Chicco Testa




Riceviamo e pubblichiamo la risposta dell'ex
Ministro Gianni Mattioli all'intervento, da noi pubblicato, dell'ex Presidente di Enel Chicco Testa.

" Nel dibattito sull’energia nucleare ospitato dai media, Giuseppe Alcetta mi ha invitato ad “approfondire con un ambientalista come il Dr. Testa le argomentazioni che lo hanno portato sulla nuova via”: il sostegno all’energia nucleare.

Spiegai ad Alcetta che non mi pareva utile andare ad imparare alcunché da uno che aveva pubblicato un libro che, almeno su due questioni cruciali – le dosi di radiazioni per i lavoratori e lo smaltimento dei rifiuti radioattivi – si limita a sostenere che il problema non c’è.

Aggiungevo anche qualche dubbio sul suo ruolo di ambientalista, dal momento che gli anni della sua presidenza dell’ENEL sono quelli che hanno visto l’Italia agli ultimi posti nell’impegno per il decollo delle energie pulite e rinnovabili.

Ora “
UnoNotizie.it” pubblica una piccata risposta di Testa, contenente due affermazioni.

1)
Impari Mattioli dal Premio Nobel della Fisica Chu che “inserisce il nucleare fra le fonti pulite”.

2)
Sotto la sua presidenza di Enel fu fondata Enel Greenpower.

Sul danno da radiazioni, avevo riportato quanto chiunque può leggere nelle pubblicazioni della Commissione Internazionale di Protezione dalle Radiazioni Ionizzanti, la più alta autorità internazionale in materia (In particolare: Pubblicazione 103 ICRP 2007).

Chiedere di valutare il danno sanitario delle radiazioni ad un fisico, sia pure premio Nobel, misura la cultura scientifica di Testa.

E quanto ai meriti di Enel in materia di fonti rinnovabili, qualsiasi tabella ci informa che solo negli ultimi tre anni è tardivamente avvenuto, anche in Italia, il decollo di fonti rinnovabili, sulla base di una legislazione europea di incentivi, tardivamente recepita dall’Italia.

Ma Testa è un Berlusconi in sedicesimo, per il quale basta affermare che il problema non c’è.
 "


Gianni Mattioli

 
   
   
   
   
 
   
   
 
   
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giovedì, 25 giugno 2009

testa

Chicco Testa, non è un esempio che ricordiamo volentieri, è abbastanza vergogno...tuttavia per rispetto a Gianni Mattioli, che invece non vediamo l'ora di leggere e ascoltare...lasciamo un post con un suo articolo apparso sui giornali, che è diventata saga con Giuseppe Alcetta..inoltre aggiungiamo di seguito un' articolo su Chicco Testa trovato sul blog www.raoulmantini.blogspot.com...
 
Gianni Mattioli per Giuseppe Alcetta: Chicco Testa sostiene il ritorno al Nucleare non certo da posizioni “Ambientaliste”.
 
 
Temo che i lettori non siano più molto appassionati alla lettura di un dibattito – quello tra me e Giuseppe Alcetta – che ormai rischia di scadere nello scambio di punzecchiature tra due vecchi tignosi.
Non ho certo la presunzione luciferina di convincere Alcetta e, se sono intervenuto, lo ho fatto per la opportunità che la stampa ci dà, di far circolare un po’ di informazione.
Ma, se vogliamo portare avanti, pure da sponde opposte, questo nobile obiettivo, dovremmo attenerci al tema e fornire, appunto, osservazioni puntuali.
A che serve, allora, l’inno a Chicco Testa con cui Alcetta apre il suo ultimo contributo? Prenda esempio Mattioli – questo è il messaggio – da un ambientalista come Testa che ha guidato la lotta antinucleare ed ora dichiara – nel suo libro “Tornare al nucleare?...” - di essersi pentito. Ma lo ha letto, Alcetta, il libro di Testa? Immagino di no, altrimenti non mi inviterebbe ad “approfondire con Testa le argomentazioni che lo hanno portato sulla nuova via”. Mi limito a due esempi.
Ancora nel 2007 la Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni ionizzanti (ICRP), nella sua pubblicazione 103, dopo aver ricordato che dosi comunque piccole di radiazioni possono causare tumori e danni genetici, indica ai governi la dose massima ammissibile di radiazioni per i lavoratori e per le popolazioni dei siti nucleari, valide in condizioni di routine: si tratta di dosi alle quali – come spiega ICRP - è associato un rischio ben determinato, ma esse non possono essere abbassate, a meno di rinunciare alle attività nucleari. Quale rischio? Se questo rischio fosse legittimato in altri settori, si avrebbe che, ad esempio, alla Fiat si avrebbero 50 morti all’anno. Come tratta questo argomento cruciale Testa nel suo libro?
Argomento sparso a piene mani dalle campagne antinucleari. Il modo più semplice per verificare questa ipotesi mi è parso quello di domandare ai miei ex-colleghi di EDF i dati sulla mortalità dei lavoratori nelle centrali nucleari francesi”. Su una problematica su cui lavorano gruppi di ricerca di radioprotezionisti di tutto il mondo, Testa inaugura un nuovo metodo di ricerca scientifica: andare a chiedere ai dirigenti di EDF quanti sono i morti per tumore tra i lavoratori.
E ancora, in materia di stoccaggio affidabile di rifiuti nucleari. E’ problema per il quale non esiste oggi nessuna soluzione e negli USA o in Francia è in atto un grande sforzo di ricerca fondamentale, ma Testa scrive: “Da tempo i diversi Stati, che utilizzano l’energia nucleare e le organizzazioni scientifiche, sia nazionali che internazionali ad essi collegati, hanno individuato le soluzioni idonee.”
Non voglio avanzare supposizioni sui motivi che hanno indotto Chicco a cambiare posizione, ma prego Alcetta almeno di non propormelo come modello di scientificità.
Certo , che in quegli anni alla presidenza di Enel vi fosse un ambientalista, nessuno se ne è accorto e Chicco resta per il posto che occupava, uno dei massimi responsabili dell’enorme ritardo accumulato dall’ italia nel decollo di energie rinnovabili.
Per il resto, prendo atto 1) che Alcetta convenga con me che in Francia il consumo pro capite di petrolio è maggiore che in Italia (ma non doveva il nucleare ridurre significativamente i consumi di combustibili fossili?) e 2) che il contributo dell’intero programma nucleare del Governo inciderà più che marginalmente (5%) sui nostri consumi, ma distogliendo lo sforzo del Paese da quella corsa per le fonti rinnovabili che già vede protagonisti l’Europa e Obama. 3) Quanto a Di Maio, mi pare di aver già indicato il fraintendimento che Alcetta fa delle sue parole.
E ricordo infine ad Alcetta la visita che facemmo con la commissione al cantiere di Montalto di Castro. Si trattava dell’edificio Reattore, nel quale ci furono mostrate vistose discontinuità della gettata. Non ricorda?
 Gianni Mattioli
dal blog....
L’ultimo saggio di Chicco Testa, ospite ieri sera da Santoro ad AnnoZero, da una parte ha contribuito ad aggiungere disinformazione alla disinformazione dilagante in quanto seminata dai principali mezzi di comunicazione di massa, dall’altra ha fatto emergere il livello di incompetenza, di gretta ignoranza e di dozzinale pressappochismo che caratterizza questi maldestri giocolieri delle mezze verità.
Dopo aver parlato a sproposito per tutta la puntata dimostrando di non avere la minima padronanza della materia su cui, con performante sicumera, stava dissertando - ovvero la gestione dei materiali post-consumo (impropriamente chiamati “rifiuti”) - il Chicco nazionale è arrivato ad affermare che “le ceneri dei termocombustori sono materiali inerti, quindi non pericolosi”.
Abbiamo buoni motivi per credere che un pur minoritario, ma tuttavia consistente coro di pernacchie si sia sollevato all'unisono da più parti del Paese.
Le ceneri e le scorie degli inceneritori, che per peso ammontano a circa il 30% del quantitativo di rifiuti incenerito (esattamente dal 20 al 25% di scorie e intorno al 5% di ceneri) rientrano nella categoria dei cosiddetti rifiuti speciali tossico-nocivi, per cui debbono essere inviate in Germania, dove vengono stoccate in discariche speciali situate in miniere di salgemma abbandonate.
Testa non lo sapeva. Non sapeva nemmeno, mesi fa, che il carbone pulito è un’idiozia, una fantatecnologia da Star Trek con cui qualcuno vuole convincere le popolazioni del Polesine e dell’Alto Lazio che impiantare due megamostri a carbone da 2600 MW non comporterà alcun effetto dannoso per la salute dei residenti, per l’agricoltura e per la pesca. Testa diceva che la Cina e l’India inquinano così tanto che, centrale più o centrale meno, di merda ne respiriamo comunque a tonnellate.
E’ vero. Ma, piccolo particolare, l’umanità si trova a dover tentare di salvare il Pianeta dalla catastrofe, e non di finire di spremerlo come un limone, quasi ne avesse un altro su cui andare a vivere. Questo è un concetto che nella testa di Testa non ha trovato asilo.
Tralasciamo tutto il resto, su cui è meglio stendere un velo pietoso. Sorvoliamo sui dietrofront di questo "ambientalista per professione", che nel 1987 fu tra i promotori del referendum contro il nucleare ed ora va in giro a raccontare che "non è immaginabile un mondo senza il nucleare". Sorvoliamo sul periodo di presidenza dell'ENEL, sorvoliamo su tutto.
Un capitolo a sé meriterebbe il suo insigne collega Realacci, altro apologeta dell’ “ambientalismo del sì”, che consiste nell’autodefinirsi ambientalisti e dire di sì a tutti gli scempi possibili ed immaginabili, dagli inceneritori al ponte sullo Stretto, dalla perforazione delle rocce amiantifere della Val di Susa al Mose, tutte “grandi opere” guarda caso targate Impregilo...
Ma forse non è un caso che gente come Testa e Realacci vengano chiamati a parlare di ambiente nei salotti televisivi: la loro totale ignoranza in materia ambientale, forse mista a malafede e ad una buona dose di faziosità sviluppista, li rende degni rappresentanti di spicco di un sedicente movimento ambientalista autoreferenziale e trasversale in una penisola dove tutto è a rovescio.

www.raoulmantini.blogspot.com

 

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domenica, 21 giugno 2009

 

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In questi giorni sulla stampa locale abbiamo letto delle dichiarazioni di un vecchio volpone del nucleare a Montalto..Viene subito in mente un vecchio adagio che dice"Quando qualcuno parla in pubblico e magari difende i poteri forti, chiediti sempre perchè lo fà e chi lo paga"....e in questo caso non ci riferiamo certo a Gianni Mattioli, a cui và tutta la nostra stima, per il coraggio e la coerenza....

Grazie Gianni 

Il professor Gianni Mattioli corregge Giuseppe Alcetta sul nucleare e carbone.
 
Ringrazio la stampa per lo spazio prezioso che rende disponibile, per far circolare un po’ di informazione su scelte di grande importanza per tutti noi, come quelle in materia di energia.
Perciò approfitto ancora una volta dell’ospitalità per rispondere alla nota di Giuseppe Alcetta, che contiene affermazioni inesatte e di ciò torno a stupirmi per il ruolo tecnico che ha rivestito, come egli stesso ci ricorda.
1) Nucleare ed emissioni di CO2 : è al corrente Alcetta che il consumo pro-capite di petrolio in Francia è superiore, nonostante il massiccio ricorso al nucleare, a quello che si ha in Italia?
2) Carbone e nucleare: è al corrente Alcetta che l’intero programma nucleare previsto dal governo per la produzione di elettricità apporterebbe nel 2020 un contributo ai nostri consumi di energia pari ad appena il 5%, contro il 40% che, per quella data, dovremo ottenere, secondo gli impegni contratti con l’Europa, da fonti rinnovabili e uso efficiente dell’energia? Per quella data, inoltre, noi dovremo ridurre la emissioni di CO2 del 20%: pensa Alcetta di farlo sostituendo impianti a gas con impianti a carbone, quando per produrre un kWh a carbone si ha un’emissione doppia di CO2 ?
3) Chi autorizza Alcetta a sostenere che Di Maio confonda energia e potenza? Il termine “produrre potenza” è ampiamente usato nel gergo degli elettrotecnici.
4) Posso comprendere la veemenza di Alcetta: capita a tutti noi di difendere il ricordo di un ruolo che ci ha impegnato in una fase della nostra vita. Fu la stessa veemenza che portò Edoardo Amaldi a darmi dell’ “imbecille” durante quella notte televisiva nei giorni di Chernobyl: per uno, che aveva passato alcuni decenni tenendosi chiusi dentro i rimorsi per aver collaborato con Fermi a ricerche che avrebbero portato all’orrore di Hyroshima, il nucleare civile – “atoms for peace” – era stata una nuova prospettiva di vita! E ora arrivavano questi fisici giovinotti a dire che neppure questo andava bene! Suggerisco però prudenza ad Alcetta sull’orgoglio per il cantiere di Montalto di Castro: avendo io fatto parte della commissione per la sicurezza nucleare per quel cantiere, devo ricordargli i problemi sulla struttura delle gettate di cemento? Non è meglio tacere?
 
Gianni Mattioli
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mercoledì, 17 giugno 2009

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Civitavecchia è una parentesi, in un comprensorio dove l'attenzione all' ambiente è quasi una colpa....
I medici preoccupati puntualmente ce lo ricordano
Vergogna a tutti i sindaci colpevoli!!!!!!!
Otto gennaio 2008, il Coordinamento Nazionale dei  Medici per l’Ambiente chiede INVANO l’istituzione di un Registro dei Tumori………. la sua istituzione permetterebbe di legare alla residenza la raccolta dei dati relativi al numero dei casi di cancro. In questo modo la casistica ottenuta rifletterebbe la reale condizione del nostro territorio e permetterebbe di conoscere l'incidenza, la prevalenza, la sopravvivenza e la mortalità per neoplasie di anno in anno.
 
 
Tre febbraio 2009, avviso alle gestanti, ai soggetti di età inferiore ai 14 anni ed ai pazienti affetti da patologie conclamate a carico del fegato, reni ed apparato cardiovascolare………………. di evitare il consumo dell’acqua distribuita dal Comune di Civitavecchia  per uso di bevanda a causa del superamento nella stessa del contenuto massimo ammissibile dell’arsenico.
 
 
Quattro febbraio 2009, il Coordinamento Nazionale dei  Medici per l’Ambiente presenta un esposto alla Procura della Repubblica di Civitavecchia perché in questo comprensorio l’ozono, inquinante molto tossico, avrebbe dovuto e dovrebbe essere monitorizzato. I dati ottenuti sulle sue concentrazioni avrebbero dovuto e dovrebbero essere messi regolarmente a disposizione del pubblico
 
 
 
Giugno 2009, il Ministero della Salute informa sulle numerose aree della costa di Civitavecchia ove vige il divieto di balneazione:
 
 
 
 
Ci hanno levato l’aria, l’acqua e adesso neanche un tuffo per rinfrescarsi.
 
Ma quanta è la pazienza, la sottomissione, la rassegnazione, l’abitudine al sopruso della popolazione di questo comprensorio e, soprattutto,
 cosa rimane della speranza che un domani per i nostri figli le cose cambino in meglio?
 
La sporca striscia di inquinamento che tutte le mattine si mostra a noi all’orizzonte, sembra ammonirci di prepararsi al peggio
 
 
Giovanni Ghirga
 
Coordinamento Nazionale dei Comitati dei Medici per l’Ambiente e la Salute (Lazio)
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sabato, 06 giugno 2009

gente

Appello del coordinamento Nazionale contro il Carbone

Sono anni che i medici, preoccupati per la salute dei cittadini e per l'ambiente, chiedono alle istituzioni preposte, dove siano state conservate le ceneri e i fanghi della combustioni delle centrali elettriche  di Civitavecchia (presenti circa dal 1950)e Montalto di Castro.

Visto cosa è accaduto per le ceneri e i fanghi della Federico II, dove "I rifiuti tossici, provenienti dalla più grande centrale termoelettrica d'Italia a carbone e una delle più grandi d'Europa, venivano occultati in una cava di argilla adiacente un'industria di laterizi nella preziosa area sottoposta oltretutto a vincolo idrogeologico e paesaggistico. Gli scarti, classificati come rifiuti pericolosi, venivano declassificati e trasformati, con certificati di analisi ad hoc, in rifiuti non pericolosi ed avviati, apparentemente, al recupero per la produzione dei laterizi".

I cittadini del comprensorio, anche se orfane delle istituzioni, continuano la loro ricerca della legalità.

 Commissario dell'Agenzia regionale protezione e ambiente    (Arpa Lazio)

e p.c. conoscenza
 
Alla Procuratore della Repubblica
Dott. Gianfranco Amendola di Civitavecchia
 
Al Comando dei Carabinieri della               
    Stazione di Civitavecchia
 
Al Presidente della Regione Lazio
 
All’Assessore all’Ambiente della                      
    Regione Lazio
 
Alla Commissione Europea 
 
 
Gli esponenti come di seguito generalizzati:
 
 Nel rispetto della direttiva sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale (dir. 2003/4/CE), i firmatari di questo documento chiedono a codesta Agenzia Regionale per l'Ambiente la sede e le modalità di messa in sicurezza, la eventuale corrispondenza con le quantità dichiarate dal gestore dei luoghi del conferimento, delle decine e decine di milioni di tonnellate di fanghi e ceneri, generate dalla combustione dell’olio combustibile nelle centrali elettriche di Civitavecchia e di Montalto, dal momento della loro entrata in esercizio a tutt’oggi.
 
 
In seguito al traffico illecito di rifiuti pericolosi provenienti dalla centrale termoelettrica dell'Enel Federico II di Brindisi (La Repubblica 12 maggio 2009) che ha portato recentemente all'arresto di dieci persone nell'ambito di una vasta operazione del Corpo forestale, la popolazione del comprensorio di Civitavecchia è preoccupata e chiede di conoscere dove può aver trovato posto una quantità cumulativa così enorme di rifiuti tossici prodotti dal polo energetico di Civitavecchia.  
 
 
Chiedono inoltre di essere messi a conoscenza del destino delle migliaia di tonnellate di fanghi tossici prodotte ogni anno dalla combustione del carbone nella centrale di Torre Valdaliga Nord di Civitavecchia (V.I.A.).
 
Secondo la direttiva 2003/4/CE, il non rendere disponibili al pubblico tali informazioni rappresenta la violazione di un diritto sancito dalla Commissione Europea e riconosciuto dallo stato italiano (decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195).
 
Nel rispetto della suddetta normativa, i dati richiesti devono essere consegnati ai firmatari non oltre un mese dalla presente.
 
 
Qualora ciò non avvenisse, si procederà alla richiesta della riparazione del torto per violazione del diritto ambientale all’ente od alla persona fisica che ne sarà responsabile (dir. 2003/4/Ce  - dl 19/08/2005/195).
 
 Indirizzo dove ricevere la risposta:
Comitato cittadini liberi di Tarquinia
Piazza Matteotti 13
 01016 Tarquinia VT
comitatocittadiniliberi@yahoo.it
 
Tarquinia 21 Maggio 2009
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venerdì, 05 giugno 2009

tutti insieme 20.12.2008

LETTERA DEI MEDICI / il carbone, la salute e le lacrime di un territorio: il Presidente Marrazzo getta la maschera

Come volevasi dimostrare!  

Finalmente, dopo più di quattro anni di equilibrismo verbale, di politichese ermetico, e di furbesche promesse dilatorie, ilGovernatore del Lazio, Piero MARRAZZO, getta la maschera e lo fa, in pubblico, alcuni giorni orsono a Tarquinia, non sapendo cosa rispondere al popolo inquinato al quale aveva fatto nel 2005, a pagina 52 del programma elettorale, questa promessa:

".occorrerà un intervento per impedire la riconversione a carbone della centrale di Civitavecchia." Ma non c'è da sorprenderci più di tanto, infatti già il 6 febbraio 2006, a margine di un convegno sull'energia all'Università "La Sapienza", il NOSTRO partorì un diktat esplicito e machiavellico "non posso fermare il carbone. perché le procedure della riconversione di TVN sono ad uno stadio troppo avanzato e non è nei poteri della Regione bloccare i lavori in stato di avanzamento irreversibile".

La realpolitik va a braccetto con i poteri forti della finanza energetica.Sotto l'occhio benevolo e benedicente del Presidente della Repubblica NAPOLITANO, vengono invitati i sudditi del comprensorio (Ladispoli, Civitavecchia, Tarquinia e Montalto di Castro) a sacrificare, per altri trent'anni, il campanilismo anacronistico sull'altare del progresso tecnologico e dell'edonismo consumistico nazionale.

Noi manifestiamo indignazione per il cinismo con cui la Regione Lazio sta gestendo le nostre vite, anteponendo al diritto alla salute (art. 32 della costituzione) i bisogni energetici (art. 43 della costituzione). nel silenzio assordante del Ministro dell'ambientePRESTIGIACOMO che ha tanto a cuore le sorti dei cittadini al punto di non proferire parola!

Ma il nostro (??) Governatore non è da meno.

La nostra mente va al delitto di falsità ideologica.

Durante la campagna elettorale della primavera del 2005 Marrazzo tuonò da tutti i palchi, coram popul "ribadisco il NOalla conversione a carbone", con ciò illudendo quasi 12.000 elettori che avevano già espresso un voto contrario all'inquinamento ulteriore da parte delle polluzioni dell'orrenda ciminiera di TVN.  

La doccia fredda che Marrazzo ci ha gettato addosso non potrà soffocare il nostro risentimento per l'offesa alle promesse violate.

E ci chiediamo:

Egli è semplicemente un uomo di spettacolo e di televisione ?

Sa distinguere la realtà fattuale dagli artefatti dei giochi politici di basso profilo?

Abbiamo già visto che chi cade nella rete dei poteri forti milita (armi e bagagli) nell'establishment dei palazzi d'oro. 

Nei  palazzi d'oro si baratta l'oro nero o il carbone "pulito" con la salute di centomila cittadini che da più di cinquant'anni pagano un tributo di lacrime e sangue sull'altare "delle magnifiche sorti e progressive" d'un popolo prono.

Noi, che non abbiamo posti di potere da conquistare, né utopie populiste da soddisfare, chiediamo agli esponenti politici di "gettare a mare" l'idolo falso e bugiardo insediatosi furbescamente sullo scranno più alto.

Come se non bastasse, stigmatizziamo anche lo strano comportamento dei signori Bonelli e Brachetti i quali, nel settembre 2005, lancia in resta e cuor di leone, tuonarono che "la conversione a carbone avrebbe leso il trattato di Kyoto e compromesso le agricolture a causa delle ricadute delle polveri inquinanti e del C02"; e che "Marrazzo e l'intera giunta diranno un secco ed inappellabile NO ad ogni ipotesi di utilizzazione del carbone".

Ora siamo qui a costatare l'ennesimo flatus vocis delle Istituzioni le quali, cronicamente e penalmente omissive riguardo ai controlli sul tasso degli inquinanti e dei relativi e frequenti sfondamenti dei parametri di legge, blaterano di coniugare il diritto alla salute con il diritto al lavoro, pur sapendo che senza il rispetto dell'ambiente e della qualità di vita ogni lavoro è inutile e specioso.  

Coordinamento intercomunale dei Medici e dei Farmacisti per la tutela dell'Ambiente e della Salute    

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domenica, 31 maggio 2009

ANNUNCIO DENUNCIA BERSANI 20 OTT ROMA PIAZZA SAN GIOVANNI

Marrazzo aveva promesso di tutelare la salute dei cittadini del comprensorio interessato da un piccolissimo problema di inquinamento: "del polo energetico più grande d'Europa".
Chiunque gli ricorda le sue responsabilità lui risponde con bugie piu grandi d'Europa.
"Verranno fatti i monitoraggi, la salute verrà tutelata, ci sono le centraline dell'Arpa".Falso.Vergogna.
Marrazzo offende i no coke: A Tarquinia non esistono centraline dell’Arpa e il Presidente della Regione Lazio non lo sa.
 
Ieri sera, durante uno spettacolo nella Piazza del Comune a Tarquinia, il Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo è stato contestato da sotto il palco da alcuni Cittadini che gli hanno ricordato che non sta facendo nulla, mentre la centrale a carbone viene accesa in assenza di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), essendo quest’ultima scaduta il 24 dicembre scorso. Marrazzo, che aveva già concluso il proprio intervento, ha cercato di gestire la situazione invitando sul palco un “No Coke”, che è salito per un confronto. Il governatore però, dimostrandosi inaffidabile, non ha “concesso” il microfono al cittadino di Tarquinia, che ciò nonostante è riuscito ad avvicinarsi quanto basta per far riecheggiare nella piazza parole di denuncia per l'inerzia sua, e dei politici seduti in prima fila, per quanto accade a Civitavecchia: si sta bruciando carbone senza AIA e in contrasto con quanto prescritto dalla Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA) e senza aver attivato l'Organismo di Controllo previsto dall'Autorizzazione Unica del 2003, per vigilare durante le fasi di collaudo. Marrazzo per tranquillizzare i presenti ha affermato che non c'è nulla da temere, che si faranno i monitoraggi, che ci sono le centraline dell'ARPA.
La verità è che non esistono centraline Arpa a Tarquinia e, fatto grave, il Presidente della Regione non lo sa.
La verità è che nonostante le tante denunce sulla mancanza totale di rilevamenti ufficiali da parte dell’Arpa, in un comprensorio così esposto all’inquinamento, non esistono dati sulla qualità dell’aria che respiriamo.
Tarquinia, per una questione di venti dominanti, rimane il paese più esposto all'inquinamento del carbone senza tutela nè tantomeno amministratori responsabili.
Le affermazione del Presidente della Regione hanno offeso l’intelligenza dei cittadini e mortificato la loro speranza di essere difesi dall’attuale amministrazione Regionale sul tema della tutela della salute e dell’ambiente.
La centrale è stata costruita e funzionerà in base ad una Valutazione d'Impatto Ambientale contestata a suo tempo anche dalla Regione Lazio che ne richiedeva addirittura una nuova; una Valutazione d'Impatto Ambientale piena di “lacune, anomalie e omissioni” come affermato dai periti del Tribunale di Civitavecchia che se ne sono occupati.
Questi sono fatti. Il resto è storia, quella che vede il Presidente della Regione Lazio primo firmatario degli accordi che hanno portato i sindaci del comprensorio ad accettare il carbone e i soldi, in nome di una tutela della salute e dell’ambiente che non c’è.
Gli accordi economici sono considerati dai cittadini, che ogni giorno vedono quel maledetto fumacchio del carbone, un tentativo di tacitare le popolazioni in nome delle ingenti somme che l'inquinatore sta riversando su una politica resa sempre più cieca dal denaro e dal potere.
Marrazzo ci ha offeso.
Comitato dei Cittadini Liberi di Tarquinia
Movimento No Coke Alto Lazio
www.nocoketarquinia.splinder.com
www.noalcarbone.blogspot.com
www.slegalitalia.eu
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venerdì, 29 maggio 2009

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MOVIMENTO NO COKE ALTO LAZIO
 
Il processo andrà avanti.
La seconda udienza del processo intentato per diffamazione dall’ex sindaco di Civitavecchia Alessio De Sio, nei confronti di una cittadina di Tarquinia, và avanti con l’acquisizione delle prove, sia orali che documentali, richiesta dal Pubblico Ministero e dalla difesa dell’imputata.
Il Giudice ha aperto la seduta prendendo atto della rinuncia al mandato da parte del legale del sig. De Sio (ufficialmente è la seconda volta che cambia avvocato) e acquisendo l’avvenuta remissione di denuncia depositata il 27 Maggio u.s. presso la caserma dei Carabinieri di Napoli.
La lettera di remissione, già preannunciata nell’udienza del 21 Maggio, è stata ufficialmente data all’imputata per la lettura dei contenuti e, successivamente, il giudice ha chiesto se la remissione fosse accolta.
La lettera seppur realmente formalizzando la remissione delle querela esprimeva, però, considerazioni alquanto estranee alle mere intenzioni di remissione ed infarcite di concetti e di aggettivi gravi e inaccettabili, rivolti, peraltro, indiscriminatamente.
De Sio afferma, infatti, di rimettere la querela “suo malgrado”, perché “a Civitavecchia non è possibile difendersi, perché in presenza di intimidazioni……forme di isteria..”, motivazioni non accettabili che hanno determinato la non accettazione della remissione facendo sì che il Giudice procedesse con l’apertura del dibattimento.
La prossima udienza è stata fissata per il 2 Luglio 2009, alle 14,30, per sentire De Sio e un maresciallo dei Carabinieri di Civitavecchia e, contestualmente, visionare in aula la puntata di Annozero del 5 Aprile del 2007.
Il movimento No Coke Alto Lazio continuerà ad essere a fianco di Marzia presenziando il 2 Luglio alla terza udienza del processo.
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domenica, 24 maggio 2009

ANNUNCIO DENUNCIA BERSANI 20 OTT ROMA PIAZZA SAN GIOVANNI

Stiamo lottando per un mondo migliore, la solidarietà espressa in questi giorni ci rafforza tutti.

Grazie a tutti 

Affinchè le vittime vincano.

MOVIMENTO NO COKE ALTO LAZIO
Il movimento no coke ringrazia tutti coloro che in questi giorni hanno espresso la loro solidarietà alla cittadina di Tarquinia nel processo in cui l’ex sindaco di Civitavecchia Alessio De Sio la denunciava per diffamazione per un’intervista rilasciata ad “Annozero” nell’Aprile 2007.
La solidarietà è arrivata da tutta Italia e questa mattina fuori il tribunale erano in tanti i cittadini del comprensorio che hanno voluto rimanere vicino a Marzia in occasione dell’apertura del processo.
In questa prima udienza l’avvocato di Alessio De Sio ha presentato una giustificazione per l’assenza in aula del suo assistito, per motivi di lavoro, e formalizzato una richiesta di rinvio per meglio valutare l’ipotesi di ritiro della denuncia motivata.
La richiesta di rinvio, è stata accolta dal Giudice e disposto per il 29 Maggio p.v. alle ore 9.00, lo svolgimento della prossima udienza.
In tale occasione l’accusa dovrà definitivamente dichiarare se intende ritirare la denuncia oppure procedere.
La trasparenza della posizione della nostra compagna, unitamente al sostegno ricevuto da tanti cittadini, ci fa essere sereni nell’affrontare tale vicenda, comunque vada a finire.
 
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